LibreOffice Online riapre i battenti: la sfida open‑source alle suite proprietarie riparte da zero
Per anni LibreOffice Online è stato un progetto sospeso tra grandi aspettative e altrettante difficoltà. Una promessa incompiuta: portare nel browser la suite open source più diffusa al mondo, offrendo un’alternativa libera ai colossi del cloud come Google Docs e Microsoft 365. Nel 2026, però, qualcosa cambia davvero: The Document Foundation riapre ufficialmente il repository, annullando la decisione del 2022 che aveva congelato lo sviluppo. È un segnale forte, che riaccende l’interesse della comunità e rimette in moto un progetto strategico per la sovranità digitale.
Un progetto nato troppo presto, fermato troppo presto
LibreOffice Online non è una novità recente. Le prime sperimentazioni risalgono ai primi anni 2010, con una demo tecnica nel 2015 e la pubblicazione del codice nel 2017 insieme a LibreOffice 5.3. L’idea era ambiziosa: riutilizzare il motore della suite desktop per creare un editor collaborativo accessibile via browser, installabile su server privati e completamente open source.
Ma la realtà si è rivelata più complessa:
- difficoltà tecniche nel mantenere il codice aggiornato
- mancanza di risorse dedicate
- divergenze interne sulla governance
- un’architettura potente ma difficile da scalare
Tutto questo ha portato al congelamento del progetto nel 2022, lasciando il campo quasi completamente a Collabora Online, il fork professionale che nel frattempo continuava a evolversi autonomamente.
Perché la riapertura del 2026 è diversa
La decisione del Consiglio di Amministrazione della Document Foundation è chiara: si riparte da zero, ma insieme. La riapertura del repository non è un semplice “riavvio”, ma un cambio di filosofia:
- sviluppo comunitario, non aziendale
- trasparenza totale nei processi decisionali
- documentazione migliorata per attrarre nuovi contributori
- revisione profonda del codice, rimuovendo componenti obsoleti
- roadmap condivisa, orientata alla stabilità e alla scalabilità
Il progetto non è ancora pronto per la produzione, ma questa volta la direzione è chiara: costruire una base solida, moderna e sostenibile.
LibreOffice Online oggi: cosa c’è davvero sotto il cofano
Gli articoli analizzati confermano un punto fondamentale: LibreOffice Online non è (e non sarà) un servizio cloud gestito da TDF. È una tecnologia abilitante, installabile ovunque, che permette di:
- aprire e modificare documenti via browser
- mantenere la compatibilità con ODF e i formati supportati dalla suite desktop
- integrare l’editor in piattaforme esistenti tramite LibreOfficeKit
- gestire il rendering tramite immagini a riquadri generate dal server
- garantire controllo totale sui dati, anche in infrastrutture private
Questa architettura, pur complessa, è ciò che rende LibreOffice Online unico rispetto ai concorrenti proprietari.
Il ruolo di Collabora: concorrente o alleato?
Collabora Online rimane oggi la soluzione più matura e pronta all’uso. Ha continuato a svilupparsi mentre il progetto originale era fermo, diventando un riferimento per aziende, PA e piattaforme che cercano un editor web basato su LibreOffice.
La riapertura del progetto TDF non sostituisce Collabora, ma crea un ecosistema più ricco:
- Collabora continuerà a offrire una versione commerciale stabile
- LibreOffice Online diventerà il laboratorio comunitario
- Le innovazioni potranno fluire in entrambe le direzioni
È un modello simile a quello del kernel Linux: un cuore comunitario, con implementazioni professionali parallele.
Perché questa notizia è importante per la sovranità digitale
In un mondo dominato da piattaforme cloud proprietarie, la possibilità di avere un editor collaborativo open source, self‑hosted e indipendente è cruciale per:
- Pubbliche Amministrazioni
- scuole e università
- aziende che gestiscono dati sensibili
- organizzazioni che vogliono evitare lock‑in tecnologici
LibreOffice Online può diventare un tassello fondamentale per un cloud europeo più aperto, interoperabile e rispettoso della privacy.
Cosa aspettarsi nei prossimi anni
Il progetto è ancora in fase di ricostruzione, ma gli obiettivi sono chiari:
- semplificazione dell’installazione
- maggiore scalabilità
- interfaccia più moderna
- integrazione più semplice con piattaforme collaborative
- miglioramento delle prestazioni in ambienti multi‑utente
Se la comunità riuscirà a mantenere il ritmo, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno della rinascita di LibreOffice Online.
Conclusione: una seconda possibilità che vale molto più della prima
LibreOffice Online non è solo un progetto software: è un simbolo. Rappresenta la possibilità di costruire strumenti digitali liberi, aperti e controllabili, in un’epoca in cui la collaborazione online è dominata da pochi grandi attori.
La riapertura del 2026 non garantisce il successo, ma riaccende una speranza concreta: quella di un futuro in cui l’editing collaborativo non sia sinonimo di cloud proprietario, ma di scelta, trasparenza e autonomia.
Un tema perfettamente in linea con la missione di EcoDigi: tecnologia sostenibile, etica e realmente al servizio delle persone.

